Storia Miele Cascinazza

LE PRIME TESTIMONIANZE

Fin dalla preistoria l’uomo ha potuto godere di questo prezioso alimento naturale. Le api infatti sono erano presenti sul nostro pianeta già decine di milioni di anni fa.

In una pittura rupestre scoperta nei pressi di Valencia, in Spagna, risalente a circa a 9000 anni fa,  si vede un uomo circondato da api mentre  tenta di raccogliere un favo.

Il primo “documento storico” circa l’allevamento di api sembra risalire al terzo millennio avanti Cristo in Egitto dove è stato ritrovato un sarcofago (Mikerinos) in cui è rappresentato il processo di raccolta del miele dagli alveari. Gli Egiziani furono i primi a studiare e sperimentare in modo razionale questa attività fino ad accorgersi che, oltre al valore alimentare, le api producevano anche delle sostanze aventi un potere terapeutico quali per esempio la propoli. Essi inoltre per migliorare la produzione del miele praticavano già la transumanza lungo le sponde del Nilo.

Anche gli Assiri conobbero l’arte di trattare con le api e il miele stesso veniva usato come rimedio curativo.

Si ritrovano poi studi sulle api anche in Aristotele (Historia animalium, Libro V, 21 e IX, 40) le cui osservazioni furono tra le più precise dell’antichità e alle quali si rifanno autori come Plinio (Historia Naturalis: Libro XXI, 71 e ss.), Columella e Virgilio (Georgiche, Libro IV).

QUANTI FIORI VISITA UN’APE?

 

La presenza delle api ci permette di poter godere ancora oggi della bellezza e della bontà di numerosissimi fiori e piante che hanno potuto attraversare secoli di storia grazie al prezioso lavoro di impollinazione di questi insetti. Volando da un fiore all’altro (si stima che in un giorno possano visitare fino a circa 3000 fiori) le api assicurano il trasporto del polline degli elementi maschili, sui pistilli degli elementi femminili.

 

 

CERA E MIELE NEL MEDIOEVO

Nel medioevo si riscontrano riferimenti all’apicoltura in trattati di agricoltura, di medicina e anche in testi religiosi. In essi possiamo scoprire spesso informazioni pratiche e ben documentate.

Il miele è stato per molti secoli legato all’altro prodotto fondamentale ottenuto dal lavoro delle api, che è la cera. Tutti sanno che questo prodotto è la materia prima per realizzare le candele necessarie all’illuminazione. Anche per questa ragione la grande richiesta di cera fece sì che nella società medievale si incrementasse la produzione di miele.

In questo senso le abbazie europee, grandi utilizzatrici di candele per illuminare le liturgie delle loro chiese, hanno svolto un ruolo importante nella ricerca e nello sviluppo di un’apicoltura sempre più organizzata ed efficace.

Si ritiene che già nel XIII secolo venisse utilizzato un melario mobile per l’estrazione del miele, sistema che fu poi perfezionato nel XIX secolo dall’americano L.L. Langstroth il quale capì che i favi potevano essere incorniciati in telai mobili e che quindi potevano essere estratti con facilità senza danneggiare l’arnia. Questo metodo però privilegiava la produzione di miele a scapito della cera che divenne così un prodotto secondario dell’apicoltura.

Nel XVIII secolo poi si ebbe un vero salto di qualità con l’invenzione del microscopio che permise osservazioni e studi sempre più approfonditi.

Nel XX secolo bisogna infine ricordare la grande figura del monaco benedettino Padre Adam (1898 – 1996), dell’Abbazia inglese di Buckfast, ritenuto da molti pioniere dell’apicotura moderna.

Nel 1916 quando un’epidemia sterminò l’ape britannica, Padre Adam riuscì a ripartire, grazie alla sua esperienza e passione, facendo ricorso all’ape italiana, dalla quale nel 1917 fece nascere l’ape Buckfast.

monaci apicoltoriPer decenni, nei suoi numerosi viaggi, studiò le api delle varie parti del mondo e strutturò presso il suo monastero una stazione di osservazione molto qualificata per l’allevamento e la selezione di questi insetti, producendo informazioni e mettendo a punto dei metodi innovativi di allevamento tali che, ancora oggi, è riconosciuto da molti come l’inventore dell’apicoltura intensiva e il padre dell’apicoltura moderna.

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